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martedì 25 novembre 2014

Di luoghi lungo il fiume

Trovarsi a camminare lungo il fiume, riscendere seguendo la via del Tevere come una pellicola che avanza facendo susseguire i fotogrammi uno dopo l'altro, mentre si attenua la luce, si scurisce, e da azzurrino, il cielo, brilla di blu. 
Ed eccola qui l'ora blu, che segue il tramonto e precede la sera, quando le luci della città si accendono. L'ora blu, ma anche l'ora dei pomeriggi d'Autunno, dello sprofondare le mani nel calore delle tasche, dell'abbandonarsi al torpore del cappotto e lasciarsi andare immaginando di essere trasportata da una corrente..

venerdì 10 maggio 2013

L'ora del sole

Quelle piccola fughe per catturare il sole nella sua ora perfetta, nell'ora dalla luce calda, l'ora che fa brillare tutto come fosse oro anche se non lo è.
Nuotare in questa luce è una delle cose che più amo, quando ho la Nikon al collo. ..Passeggiare dentro una fotografia, con ogni cosa al suo posto, le auto, i gabbiani, le coppie, amici che girano la città, i bambini, le bolle di sapone e quella lieve sensazione di equilibrio.

domenica 5 maggio 2013

S'illumina

La primavera si impone in una calda luce di Maggio, piove polline dagli alberi, fiocchi bianchi galleggianti a mezz'aria...sembra quasi un nuovo caldo inverno all'inverso. Le biciclette mi passano a fianco, i turisti Francesi, Americani, Russi, Spagnoli, i bambini che corrono, i bambini che mangiano gelati e passeggiano con i nonni.
Ogni colore è vibrante, come fosse nuovo, come fosse rinascente da un lungo letargo. Il vento fa ondeggiare per un attimo le cime degli alberi, e sulla strada si muovono i ritagli di luce creati dalle ombre, l'erbetta sotto le scarpe la sento viva, morbida.
Tutto intorno s'illumina di una luce e mi sento avvolta, mi sorride il cuore.. Mi lascio incantare dalle rose, dalla luce che lascia brillare questa pioggia di polline, dalle cupole delle chiesette, dal rumore dei passi sopra i sanpietrini incastrati uno con l'altro. 
Mi perdo nel sole che muore dietro la città, prima di sera ..

domenica 28 aprile 2013

Cartoline romane

Cartoline che la capitale regala spesso, agli occhi dei turisti, di chi ci vive da una vita, di chi è solo di passaggio.
Il cielo sopra Roma è di un blu intenso, quando la Primavera si ricorda che è il suo momento. Le ruote delle automobili, dei bus per turisti, dei taxi creano un frastuono su questo suolo secolare, suono che si espande rendendo l'aria ancora più calda, densa.
Poi capita che ti scambiano per una turista francese, o che ti chiedano indicazioni al semaforo. Gli alberi sono in fiore, l'Isola Tiberina se ne sta lì a prendere il sole e tu le giri intorno.. Continui a camminare per le strade, intrufolarti nei quartieri, sorridere ai camieri fuori dai ristoranti che cercano di accalappiare i turisti e riempire le loro sale per il pranzo.
Senza rendertene conto, entri in Piazza Navona colma di Spagnoli, Americani, Francesi... E poi continui a camminare, alla ricerca un piccolo spazietto verde in cui sederti a mangiare, e ti ritrovi "per sbaglio" il Pantheon, che ti fissa, gonfio di visitatori.
Ma niente, nessuno spazio all'ombra in cui sederti, ti guardi intorno e capisci che, in un'ora di punta, l'ombra la trovi dentro gli edifici, non fuori.. Poi riconosci la strada e ricordi che lì da qualche parte dovrebbe esserci anche Fontana di Trevi, consulti la mappa sullo smarphone e la vai a cercare, per sederti un attimo in mezzo alla folla, ad osservare i turisti intenti a lanciare all'indietro monetine, ed esprimere desideri che probabilmente non si avvereranno mai.
"Io vorrei... vorrei... vorrei..."
Quando ormai i piedi ti chiedono una tregua, ti arrendi alla metropolitana.. Ti siedi, chiudi gli occhi un istante, e sei sulla via di casa.